STATUTO

“ASSOCIAZIONE DON GIUSEPPE ZILLI
per la famiglia e le comunicazioni sociali – Onlus”

Presidente e Organi statutari

Art. 1 – E’ costituita una libera Associazione non lucrativa di attività sociale denominata: “ASSOCIAZIONE DON GIUSEPPE ZILLI per la famiglia  e le comunicazioni sociali – Onlus”
Essa è intitolata alla memoria di don Giuseppe Zilli per ricordare, continuare,  e consolidare la sua attività apostolica ed è regolata dal presente statuto.
Art. 2 – L’Associazione ha sede in Milano, via Giotto n. 36, ove viene svolta l’attività istituzionale.
Art. 3  – L’Associazione ha durata illimitata.
Art. 4  – L’Associazione, esclusa ogni finalità di lucro, ha lo scopo di:
a) promuovere, ad ogni livello, la formazione, lo sviluppo e la stabilità della famiglia, secondo i principi cristiani, attraverso pubblicazioni, mezzi audiovisivi, attività culturali, sociali e benefiche, favorendo studi e ricerche sulla famiglia, in proprio, finanziando e sviluppando il Centro internazionale di studi sulla famiglia (CISF) – filiazione diretta e centro culturale di Famiglia Cristiana e/o in collaborazione con altri Enti ritenuti autentici e validi;
b) promuovere la presenza del pensiero cristiano nella comunicazione sociale a mezzo stampa e audiovisiva favorendo soprattutto l’inserimento di giovani attraverso borse di studio e/o di appositi erigendi Centri di formazione professionale per redattori e tecnici della comunicazione;
c) gestire il “caso della settimana”, iniziativa benefica del periodico Famiglia Cristiana.
Art. 5 – Sono Soci le persone fisiche o giuridiche ammesse dal Consiglio Direttivo a seguito di loro domanda scritta.
La quota associativa vale per l’anno solare in cui è versata e anche per l’anno solare successivo se l’adesione e il versamento avvengono dopo il primo novembre.
Il Consiglio Direttivo, ravvisandone l’opportunità, può modificare le quote annue con delibera assunta entro il mese di ottobre.
Nei rapporti con l’Associazione il domicilio dei soci è quello che risulta dal libro dei soci.
E’ prevista la figura dell’aderente “simpatizzante” che è colui che versa una quota annua inferiore a Euro 154,94 (centocinquantaquattro virgola novantaquattro).
L’Associazione contempla la collocazione dei Soci in: vitalizi, sostenitori ed ordinari a ciascuno dei quali sono riservati gli stessi diritti e doveri.
Art. 6 – L’Associazione trae i mezzi per conseguire i propri scopi:
a)dalle quote dei Soci;
b)dai contributi pubblici e privati;
c)dai proventi di iniziative sociali;
d)da eventuali donazioni e disposizioni testamentarie;
e)da offerte di terzi per iniziative benefiche specifiche.
f)dalle rendite del proprio patrimonio anche con l’impiego di utili o avanzi di gestione.
Art. 7 – Sono organi dell’Associazione:
a)l’assemblea dei Soci;
b)il Consiglio Direttivo;
c)il Comitato Esecutivo;
d)il Collegio dei revisori dei Conti;
e)la Commissione per la famiglia;
f)la Commissione per le comunicazioni sociali;
g)la Commissione per le iniziative benefiche.
Art. 8  – L’assemblea è costituita da Soci ed è ordinaria e straordinaria.
L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello statuto e/o sullo scioglimento dell’Associazione.
All’assemblea ordinaria devono essere sottoposti:
a)la relazione del Consiglio Direttivo sull’attività svolta dall’Associazione;
b)il bilancio consuntivo e preventivo dell’esercizio sociale, fermo il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Onlus che per legge, statuto o regolamento fanno parte dell’associazione stessa:
c)il rapporto del Collegio dei revisori dei Conti;
d)la nomina dei membri del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti scaduti o cessati dall’incarico per qualsiasi causa;
e)gli altri argomenti che siano sottoposti dal Consiglio Direttivo.
L’assemblea è convocata dall’Organo Amministrativo con lettera raccomandata, contenente l’ordine del giorno, il luogo e l’ora della prima ed eventualmente della seconda adunanza, spedita almeno 8 giorni prima di quello previsto per l’adunanza. La seconda adunanza dovrà necessariamente seguire la prima di almeno ventiquattro ore.
Art. 9 – L’Assemblea è convocata ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno e, comunque, almeno due volte all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo
L’Assemblea deve inoltre essere convocata quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. In quest’ultimo caso, se gli amministratori non vi provvedono, la convocazione può essere ordinata dal Presidente del Tribunale.
Art. 10 – Per la validità dell’Assemblea sia ordinaria che straordinaria in prima convocazione occorre la presenza della maggioranza dei Soci.
in seconda convocazione le sue deliberazioni sono valide qualunque sia il numero dei Soci intervenuti.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono assunte a maggioranza dei soli presenti,  fermo il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati, sia in prima che in seconda convocazione, per le delibere portanti lo scioglimento dell’Associazione  e la devoluzione del patrimonio.
Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno diritto di voto.
Il socio può farsi rappresentare in assemblea mediante delega scritta conferita ad altro socio, non membro del Consiglio Direttivo o del Collegio dei Revisori. Ciascun Socio non potrà rappresentare più di 2 (due) soci. Spetta al Presidente dell’assemblea constatare la validità delle deleghe conferite.
Art. 11 – L’Associazione è retta da un Consiglio Direttivo composto da cinque a dieci membri eletti ogni quattro anni dall’assemblea che ne determinerà il numero e da un membro di diritto, nella persona del Direttore del settimanale “Famiglia Cristiana”.
Nel caso in cui un consigliere cessi dalla carica prima della scadenza, esso può essere sostituito con altro consigliere nominato dal Consiglio stesso e che durerà in carica sino alla successiva assemblea.
Il Consiglio potrà modificare, durante i quattro anni, il numero dei suoi componenti, fermo il limite massimo stabilito dallo statuto.
I Consiglieri così nominati dovranno essere confermati dalla prima assemblea che sarà convocata dopo tale nomina.
Art. 12 – Il Consiglio Direttivo elegge a maggioranza dei presenti nel suo seno un Presidente, un Segretario Generale, un Tesoriere e un Segretario del Consiglio, anche estraneo al Consiglio stesso; determinandone in sede di nomina i relativi poteri.
Art. 13 – Al Consiglio spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione dell’Associazione e potrà nominare procuratori speciali tra i propri membri.
Entro i termini indicati all’articolo 19 (diciannove) il Consiglio Direttivo dovrà predisporre il rendiconto consuntivo e quello preventivo del successivo esercizio da sottoporre agli organi decisionali.
E’ facoltà del Consiglio Direttivo prevedere la suddivisione dei Soci in categorie corrispondenti al diverso ammontare delle quote versate, annualmente e non.
Art. 14 – Il Presidente rappresenta legalmente l’Associazione.
Art. 15 – Il Consiglio è convocato dal Presidente o per suo incarico dal segretario del Consiglio, mediante invito spedito per raccomandata, fax o telegramma, almeno sette giorni prima dell’adunanza e contenente l’ordine del giorno.
Esso deve essere inoltre convocato quando almeno un terzo dei consiglieri ne faccia richiesta con l’indicazione degli argomenti da trattare.
Per la validità delle riunioni del Consiglio occorre la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica.
Il Consiglio è presieduto dal Presidente e, in difetto, da  chi sia nominato dalla maggioranza dei Consiglieri presenti.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza degli intervenuti. In caso di parità di voti, prevale il voto di chi presiede. Delle riunioni viene redatto un verbale a cura del Segretario del Consiglio.
Art. 16 – Nell’ambito del Consiglio funzionerà un Comitato Esecutivo costituito dal Presidente, dal Segretario Generale, dal tesoriere e dal Direttore del settimanale Famiglia Cristiana.
Esso durerà in carica per lo stesso periodo del Consiglio e ad esso sono devoluti tutti i compiti per il coordinamento e l’esecuzione dell’attività.
Il Comitato Esecutivo si riunisce su convocazione, anche informale, da parte del Presidente, presso la sede sociale o altrove ed è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi componenti. E’ valida la convocazione telefonica, se ricevuta direttamente dall’interessato.
Il Presidente del Comitato che sarà il Presidente del Consiglio, nominerà un Segretario anche estraneo al Comitato.
Art. 17 – Il Consiglio Direttivo nomina, all’inizio del suo incarico, i membri delle commissioni previste all’articolo 7 sub. e) f) g), stabilendone il numero dei componenti, le attribuzioni ed il funzionamento e la durata.
Art. 18 – I membri delle commissioni devono essere personalità di riconosciuta competenza nell’ambito dei compiti istituzionali delle Commissioni stesse.
Art. 19 – L’esercizio sociale si chiude al 31 (trentuno) dicembre di ogni anno ed il Consiglio Direttivo predispone il progetto di bilancio consuntivo entro il 31 (trentuno) marzo di ogni anno da proporre all’assemblea entro il mese successivo; Il progetto di bilancio preventivo deve essere proposto all’approvazione dell’assemblea entro il 30 (trenta) novembre di ogni anno.
I progetti del bilancio consuntivo e preventivo devono essere esaminati dal Collegio dei Revisori dei Conti, il quale deve riferire all’assemblea.
Gli utili agli avanzi di gestione dovranno essere impiegati obbligatoriamente per la realizzazione delle attività istituzionali o di quelle ad esse direttamente connesse.
Art. 20 Il Collegio dei Revisori dei Conti composto da tre membri viene eletto dall’assemblea dei soci e rimane in carica quattro anni. Possono essere membri del Collegio dei  Revisori solo persone iscritte al Registro dei revisori Contabili e/o agli albi degli ordini dei dottori  commercialisti, dei ragionieri o degli avvocati.
Art. 21 – I rapporti fra l’Associazione e il settimanale Famiglia Cristiana od il suo editore sono regolati mediante accordi predisposti dal Consiglio Direttivo.
Art. 22 – In caso di scioglimento dell’Associazione o comunque di sua cessazione per qualsiasi causa, il patrimonio residuo, soddisfatte le eventuali passività, verrà devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito il competente organismo di controllo, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Art. 23 – Per tutto quanto non è specificamente disciplinato dal presente statuto si applicano le disposizioni di legge in materia, con particolare riferimento al Decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460, eventuali modifiche o integrazioni.